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TANTE EMOZIONI, FOTO, ABBRACCI NON DATI

TANTE EMOZIONI, FOTO, ABBRACCI NON DATI E GADGET PER RICORDARE GLI ESAMI DI STATO 2020, AL TEMPO DEL COVID 19.
Continuano gli Esami di Stato 2020 al tempo del covid 19. Anche se si stanno svolgendo in presenza e soprattutto in sicurezza, con i docenti interni, l'emozione dei ragazzi è palpabile. Nonostante le mascherine, i gel igienizzanti e le distanze, la consapevolezza di affrontare un passo così importante è evidente. Al termine di ogni colloquio, la voglia di abbracciarsi, per stemperare la tensione accumulata negli ultimi mesi, è tanta. Qualche innocente avvicinamento "di nascosto", magari c'è stato e, sicuramente, altri ce ne potranno essere ma, sempre, con le immancabili mascherine che svolgono pienamente la loro funzione. Tante le lacrime versate per l'emozione di avere finito un percorso, di essere diventati "grandi", pronti ad affrontare il futuro. Saranno, sicuramente, esami che passeranno alla storia e la voglia di immortalare l'evento è tanta. Alcuni docenti hanno pensato di creare dei gadget personalizzati per lasciare un ricordo ai propri alunni. Tante le iniziative dettate dall'entusiasmo per avere potuto vivere in presenza qualcosa che, fino all'ultimo, si è temuto di svolgere online. Il covid 19 non è sparito del tutto, ma possiamo essere abbastanza positivi e pensare finalmente al futuro e ad organizzare una ripresa della nostra vita. Sicuramente, tutte le foto scattate in questi giorni, arricchiranno l'album dei ricordi di tante famiglie. Per mesi abbiamo detto e sperato:"andrà tutto bene" e, effettivamente, sta procedendo tutto nel migliore dei modi. Intanto, continuano gli esami e le emozioni. Anna Consales

PAPA FRANCESCO

PAPA FRANCESCO HA PREGATO PER GLI STUDENTI E GLI INSEGNANTI
#papafrancesco
Il Santo Padre, come sempre, è presente e condivide con tutti noi le sue preoccupazioni per la situazione che stiamo vivendo. Stamattina, durante la Messa a Casa Santa Marta, ha rivolto il pensiero a studenti e docenti. Queste le sue parole:"Preghiamo oggi per gli studenti, i ragazzi che studiano, e gli insegnanti che devono trovare nuove modalità per andare avanti nell'insegnamento: che il Signore li aiuti in questo cammino, dia loro coraggio e anche un bel successo".
Sicuramente un bel messaggio di speranza, affinché il Signore possa dare agli studenti e ai docenti il coraggio di andare avanti, benché la pandemia abbia messo in dubbio tutte le certezze.
La scuola sta vivendo un momento difficile e, purtroppo, non si ha idea di quando si potrà tornare alla normalità. La scuola non è soltanto un'istituzione, ma, piuttosto, il luogo dove si formano le generazioni future. Si studiano le varie materie e, nello stesso tempo, si instaurano rapporti importanti con i docenti. In questo periodo si è parlato tanto della funzione docente e della difficoltà di continuare a tenere in vita l'istituzione scolastica attraverso la didattica a distanza. Per più di due mesi, attraverso le nuove tecnologie, si è cercato in tutti i modi di mantenere un contatto con i ragazzi che, improvvisamente, si sono ritrovati calati in una realtà incredibile. L'anno scolastico si avvia alla fine e, purtroppo, non ci sono ancora certezza per quanto riguarda la riapertura il prossimo settembre. Non si sa ancora se sarà possibile attivare le classi al completo, si dovrà attendere l'evoluzione della pandemia, sperando che il peggio sia ormai passato. Molte sono le perplessità riguardo un proseguimento della didattica a distanza che, dovrebbe essere chiaro, non si riduce soltanto ad assegnare compiti. Il collegamento non può e non deve sostituire il rapporto umano. Non si possono fare progetti a lungo termine, il virus sembra sotto controllo, ma non è completamente debellato. L'unica certezza, al momento, riguarda gli alunni che sosterranno gli esami di stato in presenza, anche se permangono dubbi circa l'effettiva organizzazione del colloquio. La pandemia ha aggredito il mondo improvvisamente, cambiando le nostre vite. C'è voglia di normalità, soprattutto fra i giovani che sono stati improvvisamente privati della loro quotidianità. Anna Consales